Kalium

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Kalium. È un sale dietetico a basso contenuto di sodio sostituto del normale sale da cucina indicato durante le terapie nutrizionali chetogeniche e in tutte quelle condizioni mediche che richiedono una riduzione dell’assunzione di sodio con l’alimentazione. Il suo uso è indicato in sostituzione del sale comune da cucina (cloruro di sodio), sia a crudo che durante la cottura di qualsiasi tipo di alimento.

7gr / 30 bustine

Adatto alle diete, a basso contenuto di sodio

  • Cloruro di potassio
  • cloruro di sodio
  • citrato di potassio
  • citrato di magnesio

Kalium. È un sale dietetico a basso contenuto di sodio sostituto del normale sale da cucina indicato durante le terapie nutrizionali chetogeniche e in tutte quelle condizioni mediche che richiedono una riduzione dell’assunzione di sodio con l’alimentazione. Il suo uso è indicato in sostituzione del sale comune da cucina (cloruro di sodio), sia a crudo che durante la cottura di qualsiasi tipo di alimento.

La dieta chetogenica causa una rapida perdita di acqua ed elettroliti dal corpo dovuta alla perdita di glicogeno e all’ effetto diuretico dei corpi chetonici. Kalium bustine fornisce la quantità terapeutica di potassio, sodio e magnesio riducendo così alcuni effetti indesiderati della chetosi: crampi muscolari, costipazione, nervosismo, problemi dermatologici

Adatto, inoltre alle diete a basso contenuto di sodio prescritte dal medico o dal nutrizionista per il trattamento di condizioni edematose (ritenzione idrica, edema causato da malattie cardiache, epatiche o renali) e per il trattamento dietetico dell’ipertensione arteriosa
ll consumo di sale nella popolazione europea adulta è in media circa doppio rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (inferiore a cinque grammi che equivalgono a circa due grammi di sodio) con un consumo medio superiore ai 9-11 grammi al giorno. L’eccesso di sodio favorisce l’aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto e ictus, la calcolosi renale, l’osteoporosi, e alcuni tumori: in particolare quello allo stomaco.

Kalium. È un sale dietetico a basso contenuto di sodio e rappresenta il sostituto ideale del normale sale da cucina. Kalium aumenta il consumo di potassio.

Kalium contiene circa il 60% in meno di sodio rispetto al comune sale da tavola, sostituito in parte da un alto contenuto di potassio (invece assente nel sale da cucina).
L’aumento dell’assunzione di potassio può aiutare a ridurre la pressione sanguigna e aumentare l’escrezione urinaria di sodio.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come il sodio influenzi negativamente la capacità di assorbire il calcio che ingeriamo favorendone l’eliminazione attraverso le urine. Il problema non è di poco conto, considerando che la dieta occidentale contemporanea è caratterizzata da un’alta assunzione di sodio, nettamente superiore al fabbisogno individuale raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il sale da cucina è composto per il 97,5% di cloruro di sodio e per il 2,5% di sostanze chimiche come iodio, adsorbenti, zucchero ed è privo di minerali utili in traccia e privo di valore nutrizionale. Il corpo ha difficoltà a smaltirlo in modo naturale e sano, il che può portare a infiammazione dei tessuti, ritenzione idrica e ipertensione arteriosa 1-3 .

L’eccesso di sodio favorisce l’aumento della pressione arteriosa, principale causa di infarto e ictus, la calcolosi renale, l’osteoporosi. Le diete a basso contenuto di sodio sono terapeuticamente efficaci ma generalmente considerate impossibili o difficili da effettuare. Una strategia può essere quella di sostituire il sodio con altri minerali, come il cloruro di potassio che dal punto di vista organolettico ha la stessa sapidità senza avere conseguenze negative sulla salute. In uno studio clinico la riduzione dell’assunzione di sodio, accompagnata dall’integrazione di potassio nella dieta, ha portato ad un aumento dei soggetti con una pressione sanguigna ottimale (+ 2-5 %) e una sensibile riduzione dei livelli di rischio di malattie cardiovascolari e mortalità (- 6- 11%) 4 .

L’efficacia di una dieta preventiva / terapeutica a basso contenuto di sodio deve essere inoltre valutata rispetto agli effetti collaterali di una terapia farmacologica con l’assunzione giornaliera di antiipertensivi. Studi clinici ed epidemiologici suggeriscono che l’assunzione di cloruro di potassio abbassa la pressione sanguigna e riduce la necessità di farmaci antiipertensivi in uomini ipertesi in regime di dieta a basso contenuto di sodio 5,6 .

In un altro studio l’aumento dell’assunzione di potassio ai livelli raccomandati riduce significativamente la pressione arteriosa sistolica nelle popolazioni
occidentali da 1,7 a 3,2 mm Hg, con una previsione di riduzione del rischio di mortalità per ictus dall’8% al 15% e dl rischio di mortalità per malattie cardiache dal 6% all’11% 7 .

  1. Hendel, B., & Ferreira, P. (2003). Water and Salt, the Essence of Life. Natural Resources, 251.
  2. Meneely, G. R., & Battarbee, H. D. (1976). High sodium-low potassium environment and
    hypertension. The American journal of cardiology, 38(6), 768-785.
  3. Holbrook, J. T., Patterson, K. Y., Bodner, J. E., Douglas, L. W., Veillon, C., Kelsay, J. L., … &
    Smith Jr, J. C. (1984). Sodium and potassium intake and balance in adults consuming self-
    selected diets. The American journal of clinical nutrition, 40(4), 786-793.
  4. van Mierlo, L. A., Greyling, A., Zock, P. L., Kok, F. J., & Geleijnse, J. M. (2010). Suboptimal
    potassium intake and potential impact on population blood pressure. Archives of internal
    medicine, 170(16), 1501-1502.
  5. Grimm Jr, R. H., Neaton, J. D., Elmer, P. J., Svendsen, K. H., Levin, J., Segal, M., … & LaBounty,
    R. K. (1990). The influence of oral potassium chloride on blood pressure in hypertensive men on
    a low-sodium diet. New England Journal of Medicine, 322(9), 569-574.
  6. Morris Jr, R. C., Sebastian, A., Forman, A., Tanaka, M., & Schmidlin, O. (1999). Normotensive
    salt sensitivity: effects of race and dietary potassium. Hypertension, 33(1), 18-23.
  7. Prospective Studies Collaboration. (2002). Age-specific relevance of usual blood pressure to
    vascular mortality: a meta-analysis of individual data for one million adults in 61 prospective
    studies. The Lancet, 360(9349), 1903-1913.

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